06/07/2010 -
AFRICA, CONNETTIVITÀ FRESCA
Due luglio 2010, il cavo sottomarino in fibra ottica "Main One" viene attivato aprendo un canale di comunicazione avanzato fra Europa e Africa occidentale. La nuova backbone, dicono i protagonisti, permetterà al vasto continente africano di avere un miglior accesso alla rete con lo sviluppo tecnologico ed economico che ne consegue. Perché la banda larga fa bene al PIL, assicura la Banca Mondiale.
I 7000 chilometri di fibra contenuti nel cavo Main One uniscono il Portogallo alla Nigeria e al Ghana, estendendosi poi a Marocco, Senegal, Isole Canarie e Costa d'Avorio. Il nuovo collegamento ha una capacità di 1,92 Terabit, 10 volte superiore a quella disponibile attraverso il South Atlantic Terminal (SAT-3) che arriva in Nigeria e 20 volte maggiore rispetto all'intera capacità delle comunicazioni satellitari nell'Africa sub-sahariana.
Main One, la società che gestisce l'infrastruttura, dice che il collegamento farà sentire i suoi benefici effetti "in tutti i settori - dall'educazione alla salute, all'intrattenimento, contribuendo alla crescita economica e alla creazione di opportunità lavorative in tutta l'Africa". Main One è un canale di comunicazione più che benvenuto in Nigeria, il paese più popoloso del continente che con i suoi 140 milioni di persone ha sin qui dovuto convivere con collegamenti telematici costosi e inaffidabili.
Main One dovrebbe traghettare l'Africa occidentale nel ventunesimo secolo, commenta il CEO di Africa Finance Corporation (AFC) Andrew Alli che ha contribuito con 37 milioni di dollari ai 240 milioni di finanziamento totale al progetto. Installato il nuovo collegamento tra Europa e Africa (e in attesa che se ne aggiunga un'altra decina), commenta Alli, quello che occorre ora e portare questa capacità di banda aggiuntiva fino agli utenti finali.
Che una maggiore penetrazione della banda larga possa favorire la crescita dei paesi africani lo sostiene anche la Banca Mondiale, secondo le cui stime basterebbe un 10% di broadband in più per favorire un aumento di Prodotto Interno Lordo (PIL) stimato fra lo 0,1% e l'1,4% con la creazione di nuove imprese, business innovativi e nuovi posti di lavoro.
Alfonso Maruccia
Fonte: Punto Informatico
I 7000 chilometri di fibra contenuti nel cavo Main One uniscono il Portogallo alla Nigeria e al Ghana, estendendosi poi a Marocco, Senegal, Isole Canarie e Costa d'Avorio. Il nuovo collegamento ha una capacità di 1,92 Terabit, 10 volte superiore a quella disponibile attraverso il South Atlantic Terminal (SAT-3) che arriva in Nigeria e 20 volte maggiore rispetto all'intera capacità delle comunicazioni satellitari nell'Africa sub-sahariana.
Main One, la società che gestisce l'infrastruttura, dice che il collegamento farà sentire i suoi benefici effetti "in tutti i settori - dall'educazione alla salute, all'intrattenimento, contribuendo alla crescita economica e alla creazione di opportunità lavorative in tutta l'Africa". Main One è un canale di comunicazione più che benvenuto in Nigeria, il paese più popoloso del continente che con i suoi 140 milioni di persone ha sin qui dovuto convivere con collegamenti telematici costosi e inaffidabili.
Main One dovrebbe traghettare l'Africa occidentale nel ventunesimo secolo, commenta il CEO di Africa Finance Corporation (AFC) Andrew Alli che ha contribuito con 37 milioni di dollari ai 240 milioni di finanziamento totale al progetto. Installato il nuovo collegamento tra Europa e Africa (e in attesa che se ne aggiunga un'altra decina), commenta Alli, quello che occorre ora e portare questa capacità di banda aggiuntiva fino agli utenti finali.
Che una maggiore penetrazione della banda larga possa favorire la crescita dei paesi africani lo sostiene anche la Banca Mondiale, secondo le cui stime basterebbe un 10% di broadband in più per favorire un aumento di Prodotto Interno Lordo (PIL) stimato fra lo 0,1% e l'1,4% con la creazione di nuove imprese, business innovativi e nuovi posti di lavoro.
Alfonso Maruccia
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